Chi sceglie il notaio nella compravendita immobiliare: acquirente, venditore o agenzia?
Quando una trattativa immobiliare arriva alle fasi finali, una delle domande più frequenti è: chi sceglie il notaio? È una decisione che spetta al venditore, all’acquirente o all’agenzia immobiliare?
Non si tratta di un semplice dettaglio organizzativo. La scelta del notaio è un passaggio fondamentale per garantire sicurezza, trasparenza e correttezza durante tutta la compravendita. Sapere con chiarezza chi ha questo diritto aiuta a evitare incomprensioni e rende il percorso verso il rogito molto più lineare.
Il ruolo del notaio nella compravendita immobiliare
Prima di capire chi lo sceglie, è importante chiarire perché il notaio è una figura centrale. Il notaio non è un semplice “verificatore di firme”, ma un pubblico ufficiale imparziale, incaricato di garantire la legalità dell’operazione e di tutelare entrambe le parti.
Nel corso di una compravendita immobiliare, il notaio:
- redige e stipula l’atto di compravendita;
- verifica la titolarità dell’immobile;
- controlla la presenza di ipoteche, pignoramenti o vincoli (e ne cura l’eventuale cancellazione);
- accerta la conformità catastale e urbanistica;
- provvede alla registrazione e alla trascrizione dell’atto nei registri immobiliari.
Proprio per questo ruolo di garanzia, la scelta del notaio non può essere lasciata al caso.
Chi sceglie il notaio nella compravendita?
In linea generale, è l’acquirente a scegliere il notaio. La ragione è semplice e concreta: le spese notarili sono quasi sempre a carico di chi compra. Di conseguenza, spetta all’acquirente individuare il professionista di fiducia.
Si tratta di una prassi consolidata nel mercato immobiliare italiano. L’acquirente è libero di scegliere il notaio che preferisce, anche in una città diversa da quella in cui si trova l’immobile (purché il professionista sia territorialmente competente), valutando aspetti come:
- fiducia personale;
- chiarezza e disponibilità nella comunicazione;
- tempi di gestione della pratica;
- costi e preventivo.
Preliminare e rogito: lo stesso notaio?
Se il contratto preliminare viene redatto o autenticato da un notaio, spesso le parti decidono di affidarsi allo stesso professionista anche per il rogito definitivo. Non è un obbligo, ma una scelta pratica che garantisce continuità, velocizza i tempi e riduce il rischio di incomprensioni.
In ogni caso, la scelta resta libera e può essere modificata fino al momento della stipula definitiva.
Il venditore può imporre il proprio notaio?
No, il venditore non può imporre il suo notaio di fiducia all’acquirente. Questo principio deriva sia dal fatto che le spese sono a carico di chi compra, sia dal ruolo imparziale che il notaio deve sempre mantenere.
Detto questo, nulla vieta che venditore e acquirente trovino un accordo comune. Se entrambe le parti concordano sulla scelta di un determinato notaio, magari indicato dal venditore, la decisione è perfettamente valida. L’importante è che non ci sia alcuna imposizione unilaterale.
Spesso il venditore può proporre un professionista che ha già seguito precedenti atti sull’immobile, ma la decisione finale spetta sempre all’acquirente.
L’agenzia immobiliare può scegliere il notaio?
L’agenzia immobiliare non ha alcun potere decisionale nella scelta del notaio. Non può imporre un professionista né vincolare le parti a una determinata scelta.
Tuttavia, è molto comune che l’agenzia consigli uno o più notai di fiducia. Questo accade perché l’agente immobiliare:
- conosce i costi medi praticati dagli studi notarili;
- collabora abitualmente con professionisti esperti in compravendite;
- facilita i contatti per velocizzare l’iter.
Si tratta di un supporto legittimo e spesso utile, ma resta sempre e solo un suggerimento. Se l’acquirente preferisce rivolgersi a un altro notaio, l’agenzia deve rispettare pienamente la sua scelta.
Come evitare conflitti di interesse nella scelta del notaio
L’imparzialità del notaio è un principio fondamentale. Anche se il notaio è per definizione super partes, una scelta percepita come “forzata” può generare tensioni tra le parti.
Per questo motivo:
- l’acquirente può preferire un notaio senza rapporti abituali con il venditore;
- il venditore può sentirsi tutelato dalla professionalità riconosciuta del notaio scelto;
- l’agenzia dovrebbe mantenere sempre una posizione neutrale.
La trasparenza è essenziale per garantire un clima sereno durante tutta la trattativa.
E se le spese notarili vengono divise?
In alcune situazioni particolari, le spese notarili possono essere ripartite tra venditore e acquirente, ad esempio in presenza di accordi specifici o atti complessi. In questi casi, la scelta del notaio tende a essere condivisa.
Anche qui vale una regola fondamentale: la decisione deve essere chiara, concordata e, possibilmente, messa per iscritto già nel preliminare di compravendita.
Chi sceglie il notaio in caso di mutuo?
Quando l’acquisto dell’immobile avviene tramite mutuo, il notaio assume un ruolo ancora più centrale, perché deve stipulare sia l’atto di compravendita sia l’atto di mutuo con la banca.
In generale, il notaio viene scelto dal mutuatario, cioè dall’acquirente, che sostiene i relativi costi. È possibile che la banca proponga una lista di notai “di fiducia” con cui collabora abitualmente: si tratta di un suggerimento, non di un obbligo.
Se l’acquirente ha già un notaio di fiducia, può indicarlo alla banca. Nella maggior parte dei casi non ci sono problemi, purché il professionista sia disponibile a interfacciarsi con l’istituto di credito.
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